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alimentazione sana, Claudia Conti, prodotti tipici

Frutta e verdura a km 0. Ecco perché!

Frutta e verdura km 0

Oggi voglio spiegarvi perché è preferibile consumare frutta e verdura a km 0.

Scelte alimentari scorrette, stile di vita sedentario, ambiente inquinato, uso di alcol e sigarette, portano all’aumento di radicali liberi, ovvero scorie pericolose, dovute ad una cattiva digestione dei cibi e/o alla presenza di tossine e altri inquinanti, che peggiorano il nostro stato di benessere.
Più radicali liberi ci sono nel nostro corpo, più il nostro organismo è inquinato e non funziona bene, rischiando di incorrere in varie patologie, a volte, anche gravi. Infatti l’intossicazione alimentare è silente, non dà segni e sintomi, ma nel lungo periodo consuma il nostro organismo e può farci ammalare.

Siamo spacciati, allora?

Assolutamente NO. Abbiamo molte frecce al nostro arco, le due principali sono:

  • disintossicazione: una sostanza cancerogena, un metallo pesante, per fare male al fisico, deve essere accumulata: se consumo lo stesso pomodoro “inquinato” per mesi od addirittura anni, allora rischio di andare incontro a problematiche relative all’accumulo di metalli pesanti. Ma se li sostituisco con altri che ne sono privi, il corpo ha la possibilità di disintossicarsi e recuperare il suo stato di salute.
  • scelta di frutta e verdura migliori: scegliendo alimenti di qualità superiore, possiamo avere accesso a quantità superiori di sostanze antiossidanti, proteggendo le nostre cellule dal danno dei radicali liberi e dei metalli pesanti che ogni giorno introduciamo con gli alimenti e la respirazione.

Regole per scegliere frutta e verdura migliori

Le regole fondamentali da seguire sono:

  • scegliere solo prodotti di stagione, che crescono in modo naturale e non in condizioni di temperatura ed umidità artificiali;
  • prediligere i mercati ed evitare prodotti industriali, che probabilmente sono stati raccolti ancora acerbi e lasciati “maturare” nelle celle frigo. Ovviamente il processo di maturazione in frigo non porta alla produzione del quantitativo di vitamine che dovrebbero essere contenute nei vegetali maturati sull’albero e al sole.
    Un prodotto da frigo non sarà mai paragonabile, né per gusto né per qualità, ad un prodotto maturato sulla pianta.
  • Rifornirsi da aziende che presentano frutta e verdura con imperfezioni. La legge del marketing impone prodotti perfetti, che in natura non esistono. Si fa quindi largo uso di pesticidi e concimi chimici per massimizzare la resa a scapito di chi le mangia e dell’ambiente. Quindi meglio scegliere frutta più piccola, con qualche imperfezione, magari con un buchino da verme perché in questo caso parliamo di frutta “vera”: i vermi scelgono la frutta migliore dove costruire la loro casa!
  • Accertatevi sempre della provenienza dei prodotti. Il vostro fruttivendolo di fiducia non avrà problemi a dirvi da dove provengono i prodotti da voi scelti.
  • Rispettate la regola dei colori in tavola: comprate frutta e verdura di colori diversi e combinatela insieme. Ogni colore corrisponde ad una diversa vitamina: combinando colori diversi siamo sicuri di introdurre tutte le vitamine di cui abbiamo bisogno durante la giornata.
  • Frutta schietta e spremute realizzate al momento sono da preferirsi ai succhi di frutta. Il succo di frutta confezionato ha perso tutte le vitamine volatili presenti nella frutta di partenza durante i processi produttivi e a causa dei metodi di conservazione. E’ quasi come bere una bibita industriale, anche se “senza zuccheri aggiunti” (argomento spinoso che tratteremo presto).
    Discorso diverso per il succo di frutta di Mirtillo Nero biologico dell’Az. Agr. La Natura, capace di posizionarsi al terzo posto nel 2016 per il miglior succo di Mirtillo Nero sezione antociani, le cui analisi sono state condotte dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

 

In conclusione, quindi, la soluzione ideale è quella di ricercare frutta e verdura a km 0, o prodotti acquistati direttamente dal contadino, che nella maggior parte dei casi coglie il vegetale al momento giusto e lo rivende direttamente al consumatore.